MICRO tassa

RI-INVENTARE IL SISTEMA

 

Micro tassa automatica sul traffico dei pagamenti

 

La micro tassa automatica sull’insieme del traffico dei pagamenti potrebbe sostituire un sistema tributario centenario. Darebbe alla politica finanziaria nuove risorse non vincolate ad un uso specifico. Calmerebbe i mercati finanziari.

 

Analisi e discussione

Sia il sistema tributario come pure il sistema finanziario necessitano di una revisione. È indispensabile analizzare e mettere in discussione i due sistemi. Il sistema tributario si basa su una cultura centenaria, la sua legislazione è di una complessità assurda – ciò contrasta con il mondo economico globalizzato e digitalizzato. L’attuale sistema finanziario è fuori controllo e ci conduce da una crisi all’altra. Il capitale non finanzia più idee imprenditoriali ma viene indirizzato verso scommesse finanziarie e speculazioni virtuali. Per quanto riguarda i mercati valutari e delle materie prime le operazioni a leva 100:1 sono ormai all’ordine del giorno e le oscillazioni erratiche dei cambi non sorprendono più nessuno. L’industria reale è la prima a risentire le conseguenze. Malgrado ciò, nessuno mette in dubbio il continuo pervertimento del capitalismo, come se si trattasse di una legge della natura (1).

Un’imposta unica, efficiente ed equa

La micro tassa sull’insieme del traffico dei pagamenti offre la soluzione per il riassetto del sistema tributario e finanziario. Congiungendo i due settori il traffico dei pagamenti rivela d’un tratto un sostrato fiscale di dimensione enorme. Il traffico dei pagamenti di un’economia moderna è immenso e la sua tassazione in per mille basterebbe per coprire il suo bilancio nazionale. Negli ultimi 20 anni l’economia mondiale è cambiata moltissimo e ci vediamo confrontati con nuove realtà, oggi si parla di “financialization of the economy”. Soprattutto il settore della finanza è cresciuto in modo impressionante ed è diventato sempre più importante, lo dimostra chiaramente l’espansione del flusso di fondi. I paesi membri dell’OCSE fanno registrare dei flussi di fondi che si aggirano nelle unità giga fino a peta (2). Benché il flusso di fondi abbia raggiunto dimensioni gigantesche non esistono studi empirici sul traffico dei pagamenti. Il volume del traffico dei pagamenti è dunque la grande incognita come lo era a suo tempo la circolazione del sangue per la medicina. La Svizzera fa registrare un traffico dei pagamenti che supera 150 volte il suo prodotto interno lordo. Al Pil svizzero di 650 miliardi di franchi sta di fronte un traffico dei pagamenti di oltre 100’000 miliardi di franchi strutturato per gli anni 2012 e 2013 come segue:

  • Nel 2012 il traffico dei pagamenti effettuato tramite Swiss Interbank Clearing SIC – escluse le operazioni sui giro-conti degli istituti finanziari presso la Banca Nazionale Svizzera – ammonta a 30’000 miliardi di franchi (a 95’000 miliardi con incluse le operazioni sui giro-conti), dunque pari a circa 50 volte il Pil.
  • Il mercato valutario locale (Forex) ammonta a 50’000 miliardi di franchi, pari a circa 80 volte il Pil (4). Per ragioni di sicurezza le transazioni Forex vengono liquidate su apposite piattaforme come ad esempio la piattaforma CLS (Continous Linked Settlement).
  • In più ci sono le non indifferenti transazioni eseguite all’interno degli istituti bancari, di PostFinance e attraverso la rete delle banche corrispondenti che non figurano in statistiche ufficiali.

La gestione di flussi di fondi di 100’000 miliardi di franchi è resa possibile solamente grazie all’impiego dell’elaboratore centrale. Il nuovo ordine economico, nel quale il sistema finanziario digitalizzato assume una posizione sempre più dominante, apre nuovi orizzonti e permette riflessioni sulla politica fiscale come ad esempio il seguente calcolo in per mille: Per il 2011 la Svizzera fa registrare entrate fiscali e contributi all’assicurazione sociale di 170 miliardi di franchi. Tassando ad esempio con il 2 per mille (1 per mille ogni addebito e 1 per mille ogni accredito) un traffico dei pagamenti di 100’000 miliardi di franchi si ricava introiti pari a 200 miliardi di franchi. Si potrebbe dunque sostituire tutte le tasse ed imposte esistenti. Comunque il qui proposto cambiamento di sistema implica un’ottica fondamentalmente nuova: Con la micro tassa automatica non sono più tassate le persone fisiche o le persone giuridiche, il consumo o il comportamento, è tassato il denominatore comune di un’economia nazionale, appunto l’insieme del traffico dei pagamenti. Il nuovo ordinamento tributario porterebbe non indifferenti agevolazioni fiscali e amministrative al cittadino e alle imprese, rafforzerebbe la piazza economica svizzera e per le startup avrebbe l’effetto di un colpo liberatorio.

Siccome l’esazione della micro tassa avviene in modo interamente automatico il nuovo sistema non è più a lungo inquisitorio, al contrario, il nuovo sistema è senza ideologie. Per quanto riguarda la sua amministrazione colpiscono l’enorme semplicità e trasparenza. Il nuovo sistema è redditizio, facile da applicare ed equo. I suoi vantaggi sono tali che rendono inutile ogni ottimizzazione fiscale su forma di nascondigli in paradisi fiscali come ad esempio il Panama, ogni inversione fiscale ecc.

Implementazione della nuova ottica fiscale

La semplicità e l’efficienza della qui proposta micro tassa automatica sicuramente non piaceranno a tutti gli esperti in finanza e fiscalità, in quanto la micro tassa automatica entra in un settore finora giudicato intoccabile. Non tengono eventuali critiche da parte da esperti che la micro tassa automatica è facile da aggirare. Manovre scorrette sono visibili nella contabilità finanziaria e possono essere multate conseguentemente. In più la legge può prevedere che chi aggira la micro tassa viene tassato secondo il vecchio sistema fiscale vale a dire sul reddito e sugli utili. Solo chi rispetta le regole del nuovo ordinamento tributario approfitta dei suoi vantaggi e delle sue agevolazioni. Anche l’osservazione critica che la Svizzera non può introdurre da sola un tale sistema rivoluzionario non è giustificata. Proprio la Svizzera lo può fare in quanto dispone dello strumento dell’iniziativa popolare. Il dibattito politico che nascerà nel nostro paese farà vedere anche all’estero con quali somme astronomiche opera un’economia moderna e quale immenso sostrato fiscale finora rimasto nascosto può essere “spillato” in modo indolore. L’introduzione della micro tassa automatica permetterebbe alla Svizzera di svolgere un ruolo evoluzionario.

La micro tassa automatica rappresenta ”terra inesplorata”. Siccome vari flussi monetari (ad esempio le transazioni eseguite all’interno degli istituti finanziari) non sono rilevati da statistiche ufficiali e siccome possono sussistere doppi conteggi è necessario introdurre la micro tassa automatica in modo pragmatico. Si prevede – parallelamente all’esazione delle attuali imposte e tasse – di micro tassare durante un periodo di prova di 12 mesi con un impercettibile 0,05 per mille ogni addebito e accredito, ciò farebbe 5 centesimi per ogni mille franchi ossia 50’000 franchi per ogni miliardo di franchi. Da tale prova, essa comprenderà anche le operazioni sui giro-conti, emergeranno i dati precisi riguardanti dimensione e struttura del traffico dei pagamenti. Una volta introdotta la micro tassa automatica può dapprima ridurre o sostituire l’IVA e di seguito altre imposte e tasse a livello federale. In caso di sostanziosi e importanti avanzi d’esercizio si può prevedere la riduzione dei debiti pubblici come pure rimborsi fiscali direttamente a favore dei contribuenti. Per ora la sovranità fiscale dei cantoni e dei comuni rimane, non vien messa in discussione, rimane pure l’obbligo della dichiarazione d’imposta. In un futuro, disponendo di più dati sul gettito fiscale, si potrà rivedere la validità della sovranità fiscale cantonale e comunale.

Prospettiva

La micro tassa non è soltanto redditizia ma porta anche trasparenza nel sistema finanziario. Abbiamo diritto a più trasparenza in quanto rispondiamo collettivamente con le nostre imposte in caso di un collasso finanziario. Nel 2008 si è quasi verificato un collasso finanziario ma grazie agli interventi del governo e della banca nazionale è stato impedito. La micro tassa automatica calmerà i mercati finanziari in quanto operazioni a leva troppo alta perderanno la loro attrattività. Pertanto l’economia reale si vedrà confrontata con minor volatilità sui mercati valutari, delle materie prime e dei capitali.

Siccome la politica monetaria non riesce a risolvere gli attuali problemi – pur avendo un tasso d’interesse negativo mancano gli investimenti e l’economia stenta a prendere quota – essa deve essere sostituita da misure politico-finanziarie. Qui si parla di investimenti reali ad esempio nelle infrastrutture, nella formazione e ricerca e nei servizi sociali. Avvisando l’insieme del traffico dei pagamenti quale sostrato fiscale la politica finanziaria riceve le risorse necessarie per affrontare le sfide economiche e sociali di un mondo in trasformazione.

Conclusione: La micro tassa automatica alleggerisce fortemente la pressione fiscale. Ini Svizzera non verrebbe più tassato un Pil di 650 miliardi di franchi con il 30 per cento ma verrebbe ad esempio micro tassato con un’aliquota del 2 per mille l’insieme del traffico dei pagamenti di 100’000 miliardi di franchi. Il potere d’acquisto delle economie domestiche aumenterebbe notevolmente, perché colui che percepisce e spende uno stipendio di 100’000 franchi verrebbe a pagare con la micro tassa automatica dello 0,2 percento 200 franchi d’imposte e non come oggi circa 20’000 franchi tra tasse dirette e indirette. Il lavoro verrebbe ripagato con la regressività e non penalizzato con la progressività dell’imposta. A sua volta l’industria guadagnerebbe fondi da poter impiegare in nuovi investimenti che sono vitali per l’economia del paese. La micro tassa automatica si avvicina maggiormente all’equità fiscale.

(1) Felix Bolliger, “Ri-inventare il sistema”. Micro tassa sull’insieme del traffico dei pagamenti.
(2) Vedi anche Edgar Feige, Wisconsin University, “The Automated Payment Transaction Tax” (ATP Tax); Simon Thorpe, CNRS Toulouse, “A Flat Rate Financial Tax to replace all taxes?”.
(3) BNS, mensile di statistica gennaio 2013, C1. (Ultima edizione con inclusi i volumi delle operazioni sui giro-conti tra BNS e istituti finanziari).
(4) BRI Triennial Central Bank Survey Semptember 2013.

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